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LA DOTT.SSA RITA MANZO E' PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SISTEMICO-RELAZIONALE
SI RICEVE TUTTI I GIORNI DAL LUNEDI AL VENERDI DALLE 8:30 ALLE 20:30 PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO AL NUMERO 3333072104.

SEDI: 1)VIALE EUGENIO DELLA VALLE N19, SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)
2)VIA GUGLIELMO MARCONI N.30, CALVI RISORTA (CE)

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sabato 18 febbraio 2017

BULIMIA SESSUALE

Il termine bulimia sessuale si riferisce alla compulsione nel ricercare un gran numero di incontri sessuali. Sono stata intervistata sull'argomento dalla giornalista Barbara Gabbrielli per il settimanale "Confidenze" n°8 del 15/02/2017 e propongo qui il box dal titolo: "Compulsione pericolosa" abbinato alla testimonianza dal titolo " Ho fatto sesso con più di 50 uomini". Subito dopo le risposte integrali all'intervista.

1)Tanti uomini, uno dietro l'altro: che cosa significa questa bulimia sessuale?
1) Il termine bulimia sessuale si riferisce alla compulsione nel ricercare un gran numero di incontri sessuali. Tale compulsione non deriva da un reale desiderio sessuale, che anzi è quasi sempre assente, ma dal bisogno di trovare un canale alternativo per spegnere un’angosciante frustrazione di fondo subita in altri campi (familiare, sociale, lavorativo, affettivo…) che non si riesce ad affrontare diversamente a livello psichico.
2) Si può configurare come disturbo sessuale?
2) Si, può essere configurato come un disturbo sessuale e talvolta coesiste con il DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) oppure può essere un’evoluzione della Bulimia Nervosa.
3) Che tipo di vuoto va a colmare? E ci riesce?
3) La ricerca compulsiva di partner sessuali cerca di soddisfare alcuni bisogni, non appagati in altro modo, tra questi il bisogno di autostima, di potere, quello di sentirsi femminile, apprezzata, considerata, desiderata, accettata, di piacersi e di piacere. L’euforia iniziale di un nuovo incontro regala l’illusione che tutte le frustrazioni esperite svaniscano all’istante, ma ci si rende conto ben presto che non è così e si ripiomba, con forti sensi di colpa, in uno stato di angoscia.
4) Dobbiamo assecondare questa tendenza o fare qualcosa per interromperla? e come?
4) I sintomi della bulimia sessuale presentano un incremento nei momenti di maggiore depressione e sconforto. Assecondare questa tendenza può risultare dannoso in quanto come predetto essa non procura un reale benessere, ma alla lunga mina l’autostima e danneggia la salute psico-fisica. Purtroppo molte persone non si rendono conto di avere un problema e scambiano i propri atti sessuali compulsivi per “mentalità aperta” e disinibizione. Il primo passo da fare per interrompere tale tendenza patologica è quello di capire che si ha un problema, accettarlo e chiedere l’aiuto di uno psicologo che aiuti a capire quali sono le reali cause che si celano dietro al disturbo e a risolverlo per ritornare a viversi a pieno una serena femminilità ed una sana sessualità.

Se hai bisogno di una consulenza puoi contattarmi al numero 3333072104
Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE), Napoli (NA)

venerdì 3 febbraio 2017

TERAPIA DI COPPIA CASERTA



Se vi trovate qui nel mio blog a leggere un post sulla terapia di coppia molto probabilmente è perché attraversate un brutto momento per la vostra relazione e state valutando le possibili soluzioni al problema. Solo una piccola percentuale delle coppie che vivono un periodo difficile cerca un aiuto professionale e generalmente ciò avviene solo quando vi è già una  notevole compromissione del rapporto. Questo accade principalmente per alcuni pregiudizi e idee sbagliate sulla terapia di coppia. Da ciò nasce l’idea di scrivere un post per dare informazioni utili a tutti coloro che intendono intraprendere questo percorso.
Quali sono i benefici della psicoterapia di coppia?

1)   Aiuta a migliorare la comunicazione di coppia e a renderla più efficace.
La maggior parte dei conflitti nella relazione è causata da uno stile di comunicazione disfunzionale, talvolta abusivo e svalutante nei confronti del partner e che ha come unico risultato quello di inasprire il rapporto. A volte si inizia una gara, persa per entrambi in partenza, “a chi alza di più la voce” arrivando al punto di non riuscire ad ascoltare più nemmeno se stessi. Il terapeuta insegna a comunicare in maniera più sana ed educa ad un ascolto attivo ed empatico; inoltre aiuta a distinguere i tipi di comunicazione efficaci da quelli che invece portano direttamente al conflitto.

2)   Aiuta la coppia ad identificare le problematiche che saranno al centro del trattamento (es. difficoltà sessuali, gelosia ecc...) e a risolverle in modo produttivo attraverso la modifica dei pensieri e dei comportamenti disfunzionali rivolti verso l’altro. Il terapeuta aiuterà ognuno dei partner a comprendere il proprio ruolo nelle interazioni disfunzionali. Affinché una terapia sia efficace entrambi i partner devono essere disposti a mettersi in gioco, a cambiare, a concentrarsi sui propri atteggiamenti che contribuiscono a creare i problemi di coppia e a cambiarli, senza pretendere di cambiare gli atteggiamenti del proprio partner. Ciò aiuterà entrambi a cambiare il loro modo di percepire il rapporto e l’altro.

3)   Aiuta i coniugi a condividere tra loro pensieri ed emozioni che diversamente avrebbero avuto paura ad esprimere, diminuendo così l’evitamento emotivo e favorendo l’empatia della coppia, una maggiore vicinanza e la risoluzione dei conflitti.
4)   Aiuta la coppia a vedere il rapporto in maniera più obiettiva, a smettere di attribuire colpe al partner e iniziare a guardare a ciò che accade alla coppia come il frutto di qualcosa creato da pensieri, comportamenti e azioni di entrambi i partner.
5)   Valorizza i punti di forza nel rapporto e li utilizza per affrontare e superare positivamente i momenti di difficoltà.
Quali sono le situazioni in cui è utile chiedere aiuto?

1)   Quando si avverte di non riuscire più a comunicare in maniera sana all’interno del rapporto.
2)   Quando uno o entrambi i partner si impegnano in una relazione extraconiugale.
3)   Quando i partner decidono di restare insieme “per il bene dei figli”. Se ci sono problemi importanti tra loro il legame diventerà estremamente dannoso anche per il figli. Solo se la coppia è in grado di risolvere i suoi problemi creando un legame sano genererà un naturale benessere ed equilibrio per tutti i membri della famiglia.
4)   Quando in casa sembra di essere più dei coinquilini che una coppia vera e propria e il rapporto manca di comunicazione e intimità.
5)   Quando i partner sono consapevoli di avere un problema tra di loro ma non sanno come affrontarlo.
6)   Quando all’interno della coppia si vivono disagi derivanti da varie problematiche: sesso, infedeltà, legami con la famiglia di origine, problemi di salute cronici, sterilità, uso di sostanze, gioco d’azzardo, conflitti frequenti ecc. ...
7)   Appena ci si rende conto di avere un problema di coppia che non si riesce a risolvere da soli è bene chiedere l’intervento di un professionista prima che il problema si cronicizzi.
Cosa fare se il proprio partner è contrario alla terapia?

Qualche volta in terapia arriva una coppia in cui uno dei due è trascinato dall’altro e mostra sin da subito un atteggiamento ostile nei confronti della situazione terapeutica; ciò accade per vari motivi, un po’ per scarse o false informazioni su come si svolgono le sedute, un po’ per la paura di essere giudicati o di essere fraintesi, oppure semplicemente per l’idea che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, o ancora perché non si ha fiducia nell’esito della terapia. Il fatto che queste persone, pur avendo delle resistenze, decidano ugualmente di iniziare un percorso terapeutico, regala alla coppia una chance e consente al partner dubbioso di farsi un’idea più realistica riguardo alla terapia e di lavorare all’interno della relazione terapeutica in maniera più produttiva e positiva. Se invece uno dei partner non vuole proprio saperne di iniziare una terapia è possibile intraprendere un percorso terapeutico individuale:
- focalizzato sulla relazione se ci sono piccole incomprensioni,
- focalizzata su se stessi e sul proprio benessere se non c’è volontà da parte dell’altro di collaborare per la risoluzione delle problematiche di coppia.
Come scegliere il giusto psicoterapeuta?

Nel caso della terapia di coppia è importante scegliere un professionista che sia specializzato nelle dinamiche di coppia. Di questo se ne occupa la psicoterapia sistemico-relazionale che è la terapia designata per difficoltà coniugali. Lo psicoterapeuta sistemico-relazionale, per la sua attenzione alle relazioni tra persone, è il professionista più indicato per affrontare le problematiche personali e interpersonali dell’individuo, della coppia e della famiglia.



-La terapia di coppia è un percorso duro e intenso che per risultare efficace va affrontato in maniera realistica, senza fretta, con tanta pazienza e grande impegno. Ci vuole tempo infatti per abbandonare le vecchie abitudini, dannose per il rapporto, e impararne altre più efficaci e funzionali al benessere di coppia. Se si ha pazienza e voglia di ritrovarsi ne varrà la pena!


Se il tuo rapporto è in crisi e hai bisogno di una consulenza puoi contattarmi al numero 3333072104

Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE)

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