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mercoledì 27 marzo 2013

AGORAFOBIA: AIUTO, HO PAURA AD USCIRE DI CASA!

L'agorafobia (o sindrome agorafobica) costituisce una forma di ansia innescata dal trovarsi in luoghi o situazioni in cui non sia possibile ricevere soccorso o da cui potrebbe risultare difficile fuggire. Il termine "agorafobia" significa "paura degli spazi aperti" anche se il significato è esteso a tutti i luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico. L'elemento comune e caratterizzante delle numerose situazioni che possono originare disturbi da agorafobia è l'impossibilità dell'individuo a sottrarsi facilmente da esse, siano esse fisiche (stare fuori casa da soli, trovarsi in mezzo a una folla o in un treno) o psicologiche (la paura di malattie gravi o la volontà incontrollabile di rifugiarsi in un luogo sicuro).
I pazienti con Agorafobia temono le situazioni in cui è difficile scappare o ricevere soccorso; di conseguenza, essi evitano tali luoghi al fine di controllare l’ansia legata alla prefigurazione di una nuova crisi di panico. Evitano sistematicamente tutti i luoghi, le situazioni ed i contesti nei quali ci potrebbero essere ostacoli alla possibilità di essere aiutati. Tra le situazioni che più frequentemente vengono evitate si riscontrano: uscire da soli o stare a casa da soli; guidare o viaggiare in automobile; frequentare luoghi affollati come mercati o concerti; prendere l’autobus o l’aereo; essere su un ponte o in ascensore. 
Quando questi evitamenti iniziano a compromettere le attività quotidiane ed il funzionamento socio-lavorativo della persona allora si parla di Agorafobia. 
Talvolta, il problema è più difficile da individuare perché il soggetto non evita certe situazioni temute ma diviene incapace di affrontarle senza l’assistenza di una persona di fiducia.
I criteri diagnostici per l’Agorafobia secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:
A. Ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un Attacco di Panico inaspettato o sensibile alla situazione o di sintomi tipo panico. I timori agorafobici riguardano tipicamente situazioni caratteristiche che includono essere fuori casa da soli; essere in mezzo alla folla o in coda; essere su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile.
Nota: Prendere in considerazione la diagnosi di Fobia Specifica se l’evitamento è limitato a una o solo a poche situazioni specifiche o la Fobia Sociale se l’evitamento è limitato alle situazioni sociali.
B. Le situazioni vengono evitate (per es., gli spostamenti vengono ridotti) oppure sopportate con molto disagio o con l’ansia di avere un Attacco di Panico o sintomi tipo panico, o viene richiesta la presenza di un compagno.
C. L’ansia o l’evitamento fobico non sono meglio giustificabili da un disturbo mentale di altro tipo, come Fobia Sociale(per es., evitamento limitato alle situazioni sociali per timore di essere imbarazzato), Fobia Specifica (per es., evitamento limitato ad una singola situazione, come gli ascensori), Disturbo Ossessivo-Compulsivo (per es., evitamento dello sporco per gli individui con ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da Stress (per es., evitamento di stimoli associati con un grave fattore stressante) o Disturbo d’Ansia di Separazione (per es., evitamento della separazione dalla casa o dai familiari).

SINTOMI DELL’AGORAFOBIA
I sintomi di agorafobia sono sia di natura fisica che psicologica. I pazienti che hanno avuto un attacco di panico o altri sintomi di panico in passato, possono temere di rimanere intrappolati in situazioni simili in cui è difficile scappare o dove possono perdere il controllo in un luogo pubblico.
I sintomi psicologici dell'agorafobia possono includere: sensazione di agitazione o irascibilità , rimanere chiusi in casa per lunghi periodi di tempo, sensazione di essere staccati o lontani dagli altri, senso di impotenza e di sentirsi dipendenti dagli altri, sensazione che il corpo e l'ambiente siano irreali, pensieri confusi o disordinati. Tipicamente, i pazienti sperimentano ansia o attacchi di panico e i relativi sintomi fisici che spesso li accompagnano, come battito cardiaco accelerato, sudorazione eccessiva e problemi respiratori. Altri sintomi fisici includono: dolore addominale, dolore toracico, capogiri, spasmi muscolari o tremore, sensazione di testa vuota, nausea e vomito, intorpidimento e formicolio, rossore della pelle.
Le persone con agorafobia spesso diventano frustrate e si vergognano del loro comportamento. Di conseguenza, sono a rischio per lo sviluppo di molte altre condizioni, tra cui la depressione e l'abuso di sostanze stupefacenti. L'isolamento e l'evitamento sono tendenze tipiche di chi soffre di agorafobia. Le situazioni vengono evitate oppure sopportate con molto disagio o con l'ansia di avere un Attacco di Panico o sintomi tipo panico, o viene richiesta la presenza di un compagno, di un partner solidale, di una persona in grado di rassicurare.

CAUSE DELL’AGORAFOBIA
La sindrome agorafobica è dovuta a un insieme di fattori ambientali (esterni), fisici e psicologici (interni). Alla radice di queste paure sussiste quasi sempre un disagio interno che porta le persone a sentirsi inadeguate, per nulla fiduciose in sé stesse e alla ricerca continua di una figura protettrice. Infine, ciò che aggrava le situazioni tipiche dell'agorafobia, soprattutto quando esse si siano già verificate in passato, è l'elemento della paura che esse possano ripetersi da un momento all'altro, finendo così per instaurare un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire e che provoca, nei casi più gravi, violenti attacchi di panico. 

Dal punto di vista ambientale, i luoghi tipici in cui può aversi agorafobia sono i mezzi di trasporto o i luoghi di ritrovo al chiuso (ristoranti o cinema) e all'aperto, in particolar modo quelli molto affollati (per esempio in mezzo al traffico), anche se il semplice trovarsi da solo in uno spazio molto vasto può provocare gli stessi effetti. Tuttavia gli elementi esterni vanno ben oltre la paura dei mezzi di trasporto o dei luoghi chiusi; ovvero, esistono condizioni particolari per cui l’individuo si fa prendere dal panico per motivi ingiustificati. 
Tipico è il caso delle persone che associano sensazioni dolorose interne a gravi malattie o casi in cui l’ansia è talmente elevata da portare la persona a desiderare più di ogni altra cosa la fuga verso un luogo o una persona sicura e protettiva. In questo caso la lontananza da una persona di riferimento e la difficoltà a raggiungerla può generare ansia o attacchi di panico.

COME CURARE L'AGORAFOBIA
Generalmente chi soffre di disturbi da agorafobia tende a evitare, oltre alle situazioni potenzialmente pericolose, anche di parlare dei propri problemi, avvertendo questo suo disagio interno come qualcosa di umiliante e imbarazzante nei confronti della società. 
Questo non permette né di comprendere la reale portata del disturbo né una facile guarigione. Inoltre queste persone spesso preferiscono rivolgersi alla farmacologia, con uso (e spesso abuso) di ansiolitici. Quest'ultimi, tuttavia, nella maggior parte dei casi, non aiutano a curare la malattia, ma anzi creano sintomi secondari quale ad esempio la dipendenza da essi, una sorta di ancora di salvataggio, priva però di una concreta soluzione. L'agorafobia richiede una terapia psicologica per la sua guarigione e solo se strettamente necessario bisogna abbinare ad essa una terapia farmacologica. La terapia psicologica per l’Agorafobia è mirata alla risoluzione e al miglioramento della situazione di disagio attraverso una riorganizzazione delle risorse della persona con lo scopo di individuare ed intervenire sulle cause del problema (e non solo sui sintomi come fa la terapia farmacologica)  e cercando, inoltre, di trasmettere una maggiore convinzione e fiducia in sé stessi. 
               
 Se soffri di agorafobia ed hai bisogno di una consulenza puoi contattarmi al numero 3333072104

Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE)

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13 commenti:

  1. Vivo ormai da ben 33 anni con questa malattia...ho affrontato diverse terapie, ma niente...vivo dipendendo dal mio uomo e la cosa mi frustra!
    Inoltre ho una dipendenza dal cibo incontrollata che mi fa vivere solo ed esclusivamente per esso. Non so + cosa fare, mi sento uno schifo!

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  2. ciao anch'io nella tua stessa situazione . se ti va sentiamoci

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  3. Anch'io ne soffro ma non mi aggrappo a nessuno forse perchè il mio problema parte da lì: totale mancanza di fiducia in tutti.

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  4. anch'io ne soffro da almeno 3 anni. La psicoterapia mi ha fatto capire le cause, ma non sono ancora totalmente guarito. Alla base c'è quasi sempre una mancanza di autonomia, attaccamento specie verso la madre e sensi di colpa.

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  5. Salve io sono una ragazza di 19anni.. il mio problema è iniziato circa 5 anni fa.. il giorno più brutto della mia vita, ero con i miei amici a Carnevale già mi sentivo male di mattina ma non capivo cosa avevo (non sapevo che esistevano questi attacchi i panico e ansi) la sera tutto ad un tratto mi sono sentita malissimo il cuore a mille agitata,sudavo freddo nelle mani e piedi, ho iniziato ha piangere sono caduta per terra e mi si è addormentato tutto il corpo in quel momento ho avuta una PAURA pazzesca.. da quel giorno la mia vita è cambiata.. non riuscivo più ad uscire di casa, quando mangiavo mi sentivo in ansia, mi sentivo sempre più sola, le persone accanto a me non mi capivano. Sono andata in ospedale ma mi dicevano che dovevo essere io stessa ha superare questa cosa, ma io non ci riuscivo (tutt'ora non ci riesco) i miei genitori non mi volevano mandare da un psicologo ( secondo loro era una cosa così).. sono stata così per un paio di mesi.. fino a quando non ho conosciuto un amico è sono iniziata ad uscire.. ma no come prima, fin' ora la mia vita è piena di paura ansie.. ho solo 19 anni non mi sono goduta la mia adolescenza, ho dovuto lasciare la scuola, non vado più a ballare, non esco tutti i giorni, non riesco a prendere il bus, non posso stare in mezzo alla folla e molte altre cose che una ragazza della mia età dovrebbe fare.. Non so cosa devo fare! NESSUNO MI CAPISCE!

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    1. Io ti capisco... Ho 21 anni é sono cosi da 4 mesi.. Amavo ballare, stare in mezzo agli amici e pure simpatico anzi ridevo e facevo ridere gli altri.. Adesso sono chiuso in casa, esco 1 volta al giorno a portare fuori i cani (ovviamente no i posti affolati, mi agito assai) pensavo che non c era nessuno come me, da una parte mi rassicura. Peró penso che con il tempo e qualche goccia di fiducia al giorno si puó ritornare a essere migliori di prima.. Secondo me ( più che altro io faccio così) prova a uscire in ambienti dove il tuo cuore é in pace e serenitá, scava nella tua mente dei luoghi a te cari e vacci e vivili come se stassi sognando. Se vuoi parlare io sono luca acco accordino é il nome che trovi su fc. Ciao spero ti averti fatto riflettere

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    2. Io ne ho 16 e queste cose mi sono iniziate circa 3 mesi fa.. non riesco a farmele passare, ho fatto tutte le visite cardiologiche ma niente, tutto sano, eppure ho sempre questa ansia, tachicardia d paura di uscire di casa ormai, ma bisogna riuscire a superarlo, c'è l'ho fatta 2 anni fa e c'è la farò adesso

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  6. Anche io ne soffro da anni. Troppi! Chi vuole parlare?

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  7. Mio padre di 90 anni ha paura di uscire, ha paura che gli capita qualcosa, oppure che si sente male per strada, questo come potete capire crea moltissimi problemi con i figli, perchè resta solo a casa e noi ci preoccupiamo. Non c'è verso di farlo ragionare che ha un problema, se inizio sull'argomento va su tutte le furie!

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  8. Io soffro d'ansia da una vita. Nel 2012 non riuscivo più a uscire di casa e mi è stata data una cura antidepressiva che ho faticato molto a prendere in quanto ho il terrore delle medicine e dei loro effetti collaterali. Però tutto sommato è andata bene e dopo qualche mese ho ripreso la mia vita, certo, l'ansia c'era sempre ma riuscivo ad andare al lavoro, ad uscire e condurre una vita normale. Da circa un mese, per sono ripiombata nell'angoscia, ho paura di morire qualunque cosa faccia e ovunque mi rechi. Vado in psicoterapia da una vita e il dottore mi ha consigliato di riprendere farmaci, così mi sono recata di nuovo dalla psichiatra che mi ha consigliato la cura con citalopram e xanax ma dopo averla iniziata ieri mi è presa un'ansia pazzesca. Non riesco ad accettare di dover prendere quelle medicine ma non vedo altra via di uscita e mi sento scoppiare.

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  9. ne soffro da cinque anni....prima non avevo paura nemmeno del diavolo...ora riesco ad uscire solo se accompagnata...prendo psicofarmaci ma fanno poco e niente.....che vitaaaaaa

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  10. Anch'io stessa cosa.... fino a pochi anni fa non avevo paura di nulla e prendevo in giro mia madre che aveva terrore di uscire di casa... dopo la sua morte ho iniziato a soffrirne anch'io e ora dico "come la capisco".. Inoltre vivo sola con mio padre malato di demenza che a volte è aggressivo e violento. Tutte le autorità e il suo medico curante sanno tutto ma fanno finta di nulla. Legalmente lui è sano di mente quindi può fare tutto quello che gli passa per la testa. Io sono la sola ad assisterlo e quando ha deliri e allucinazioni e parla con persone che in realtà non ci sono... beh a volte riesce a trasmettermi i suoi vaneggiamenti anche se ovviamente sono consapevole che è una conseguenza della situazione. Per farla breve io soffro di ansia attacchi di panico e agorafobia e sono sola con un anziano demente che ha pure aggredito e minacciato gente per strada ma nonostante questo il medico rifiuta assolutamente anche una semplice visita neurologica o psichiatrica... praticamente devo aspettare che mi uccida o che mi ferisce in modo irreparabile e allora forse le autorità e chi di dovere potranno intervenire. Si avverte il rancore? Sì e non lo nego, perché mi ha rovinato la vita mi ha resa una persona piena di paure che non conoscevo e il fatto che non sia colpa sua a volte quando si è esasperati si dimentica credetemi. Posso comunque dire grazie alle istituzioni che DOVREBBERO aiutare i malati e invece nel mio caso lasciano un malato da solo e ne hanno fatta ammalare un'altra (io) per l'insostenibilità della situazione. Tanto per loro bisogna "avere pazienza"...

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  11. Io soffro di ansia attacchi di panico e agorafobia e sono sola con mio padre malato di demenza e siamo completamente soli abbandonati dalle istituzioni che DOVREBBERO aiutare i malati e invece nel mio caso lasciano un malato da solo e hanno fatta ammalare un'altra persona (me) perché non ero assolutamente così ma da quando è iniziato il calvario di mio padre è iniziato anche il mio inferno. E nonostante abbia chiesto aiuto alle autorità e a chiunque DOVREBBE aiutare non abbiamo avuto nemmeno il minimo supporto cosicché io rischio continuamente di essere uccisa o aggredita in modo irreparabile dato che mio padre è spesso aggressivo con allucinazioni e deliri in cui vede e parla con persone morte o mai esistite. Il medico curante sa tutto ma non vuole prescrivere nemmeno una visita neurologica o psichiatrica, cosicché io malata sono lasciata completamente sola con un altro malato! Se penso che fino a un anno e mezzo fa non avevo paura di nulla e prendevo in giro mia madre che aveva terrore di uscire di casa (in seguito purtroppo è morta) e ora invece sono come se non peggio di lei... e tutto questo sarebbe risolvibile ma nessuna istituzione mi dà il minimo aiuto... forse quando mi ucciderà o mi aggredirà in modo irreparabile, allora forse ci saranno i presupposti per una visita geriatrica o neurologica... e intanto ogni secondo muoio un po', non dormo perché lui praticamente non dorme mai e poi se mi concedo il lusso di dormire 5 minuti rischio di essere aggredita nel sonno venendo scambiata per chissà chi... che dire... Grazie a questo paese che cura e aiuta solo chi può pagare fior di soldi, gli altri se muoiono o hanno patologie gravi... chi se ne frega? Sicuramente questa non è vita. Ormai devo ricordare di respirare talmente sono stanca ed esasperata... Non si possono abbandonare i malati così... è indegno!!!

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