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LA DOTT.SSA RITA MANZO E' PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SISTEMICO-RELAZIONALE
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giovedì 26 settembre 2013

PSICOPATOFOBIA - PAURA DI IMPAZZIRE

Uno dei peggiori sintomi delle crisi d’ansia e degli attacchi di panico è la paura di impazzire o di perdere il controllo, di contrarre una grave malattia mentale, vi è il timore che il cervello non funzioni più correttamente. Talvolta le persone con una crisi d’ansia possono sentirsi come se fossero sul punto di perdere la testa. Tutto ciò può essere incredibilmente debilitante, il soggetto è portato a pensare che gli stia accadendo qualcosa di terribile, o di poter perdere il controllo e commettere qualcosa di grave, irreversibile, mettendo a repentaglio la sua vita o quella di altre persone. 
Il non sentire più di avere il controllo di mente e corpo, il forte senso di irrealtà, la sensazione di estraneità dal corpo e da ciò che lo circonda, il vedere offuscato, le palpitazioni, i brividi, sono tutti sintomi dell’ansia che possono stordire a tal punto da far credere al soggetto di non essere in grado di riprendere il controllo della situazione e di stare quindi impazzendo. Ma tutto ciò è solo un brutto scherzo dell’ansia e in nessun caso questa paura indica che la persona stia realmente impazzendo. Tali sensazioni  spaventano in maniera eccessiva  le persone che le esperiscono, ma sapere che si tratta di ansia e nient’altro, per quanto spaventosa possa essere, può essere di grande aiuto a chi ne soffre. Le persone non "diventano pazze" improvvisamente e il solo fatto di analizzare la propria sanità mentale è già un indice di normalità. Questa fobia è di per sé paradossale, dato che nelle gravi malattie mentali temute, quali ad esempio le psicosi, uno dei sintomi principali è proprio la mancanza di insight, cioè di consapevolezza della malattia. Gli psicotici non hanno potere sui loro episodi psicotici che possono durare per giorni o addirittura settimane, periodo durante il quale non vi è la percezione di perdita del controllo. Così, anche se l'ansia può far sentire la persona “come se” stesse impazzendo, resta comunque una sensazione che non ha nulla a che vedere con un vero episodio psicotico. 
A volte la paura di impazzire è momentanea, ma ci sono casi in cui diventa quasi un’ossessione. Solitamente le persone mettono in atto dei meccanismi per cercare di ridurre il problema come ad esempio l’evitamento di tutte le situazioni ad “alto rischio” di panico, ciò però può produrre una riduzione progressiva delle normali attività nel quotidiano, iniziando da quelle che comportano l’esposizione diretta con i luoghi o le situazioni potenzialmente pericolosi, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a periodi più o meno lunghi di vero e proprio ritiro sociale e isolamento da qualunque contatto interpersonale. Questi meccanismi non permettono alla persona che manifesta tale problematica di viversi la vita serenamente. Uno dei rimedi più efficaci per superare la paura di impazzire è cercare di parlare e condividere questo stato d’animo, le sensazioni che si provano e i sintomi. Per essere supportati nel modo migliore sarebbe utile cercare aiuto rivolgendosi ad uno psicologo specializzato in psicoterapia.
                                                Dott.ssa Rita Manzo

martedì 24 settembre 2013

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO


Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri, immagini mentali o impulsi persistenti, intrusivi ed indesiderati, che si manifestano ripetutamente nella mente e che la persona fatica a controllare ma che, in assenza di ansia, giudica come infondati ed insensati. La persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni, comportamenti ripetuti, rituali.
Le compulsioni, dette anche rituali o cerimoniali, sono comportamenti ripetitivi (ad esempio lavarsi le mani, controllare se il gas o la porta di casa è chiusa, riordinare oggetti), ma anche azioni mentali (ad esempio contare, pregare, ripetere formule, ecc.) che vengono attuate dalla persona allo scopo di ridurre l’ansia, il senso di disagio psicologico provocato dai pensieri ossessivi che generalmente le precedono. Spesso, alla loro mancata esecuzione, viene associato il timore che possa succedere qualcosa di brutto a se stessi o alle persone care.
I pensieri intrusivi si manifestano più volte nel corso della giornata.
Chi soffre di tale disturbo spesso mette in atto delle condotte protettive come l'evitamento di certe situazioni ritenute "pericolose" che, a lungo andare, causano limitazioni sia nella vita lavorativa che sociale che affettiva.
Chi soffre di DOC percepisce la stranezza dei suoi comportamenti e non prova alcun piacere a compiere i rituali (es. lavarsi le mani) ma li ritiene necessari al fine di mettere a tacere i pensieri assillanti che gli affiorano alla mente.

I criteri diagnostici per il DOC secondo il DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)  sono i seguenti:
  1. Ossessioni o compulsioni.
Ossessioni come definite da 1., 2., 3. e 4.:
    1. pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati e che causano ansia o disagio marcati
    2. i pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale
    3. la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni
    4. la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero).
Compulsioni come definite da 1. e 2.:
    1. comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente
    2. i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.
  1. In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli.
    Nota: Questo non si applica ai bambini.
  2. Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno) o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali.
  3. Se è presente un altro disturbo in Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es., preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione ; tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania; preoccupazione per il proprio aspetto nel Disturbo da Dismorfismo Corporeo ; preoccupazione riguardante le sostanze nei Disturbi Correlati a Sostanze ; preoccupazione di avere una grave malattia in presenza di Ipocondria; preoccupazione riguardante desideri o fantasie sessuali in presenza di una Parafilia; o ruminazioni di colpa in presenza di un Disturbo Depressivo  Maggiore, Episodio Singolo o Ricorrente).
  4. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale.
Specificare se:
     Con Scarso Insight: se per la maggior parte del tempo, durante l’episodio attuale, la persona non riconosce che le ossessioni e compulsioni sono eccessive o irragionevoli.


Il DOC interessa circa il 3% della popolazione. Può manifestarsi sia negli uomini che nelle donne. Può esordire nell'infanzia, nell'adolescenza o nella prima età adulta, ma compare con maggiore frequenza nei maschi  tra i 6 e i 15 anni e nelle donne tra i 20 e i 29 anni. I primi sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi prima dei 25 anni (il 15% ha esordio intorno ai 10 anni) e in bassissima percentuale dopo i 40 anni. Almeno l'80% dei pazienti con DOC ha sia ossessioni che compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.
Spesso il DOC viene diagnosticato e trattato in ritardo poichè chi ne soffre ha la tendenza a tenere nascosto il problema a causa del senso di vergogna che prova o per il timore di essere considerato pazzo.

Il DOC si presenta sotto svariate forme e spesso cambia volto nel corso degli anni. Ad es. una persona può avere per 4-5 anni il timore di essere contaminato per poi passare a un'altra preoccupazione altrettanto stressante, come il timore di far male a qualcuno a causa della propria irresponsabilità.
Se il disturbo ossessivo compulsivo non viene curato, generalmente tende a cronicizzare e ad aggravarsi progressivamente.



Manifestazioni e disturbi associati   Frequentemente sono presenti condotte di evitamento delle situazioni che riguardano il contenuto delle ossessioni, come lo sporco e la contaminazione. Sono comuni preoccupazioni ipocondriache, sensi di colpa, disturbi del sonno. Può esservi abuso di alcool o di farmaci.

Tra i disturbi correlati al DOC troviamo il disturbo del controllo degli impulsi (cleptomania, tricotillomania, piromania, gioco d’azzardo patologico), i disturbi sessuali (parafilie: esibizionismo, voyeurismo, feticismo), i disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia), i disturbi da tic, i disturbi dissociativi, disturbi d’ansia e dell’umore.

                                            Dott.ssa Rita Manzo

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