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lunedì 10 giugno 2013

GIOCATORI D'AZZARDO SOCIALI E PATOLOGICI: LINEA DI CONFINE

Quando si parla di gioco d’azzardo non bisogna necessariamente intendere il gioco patologico. Per molte persone giocare d’azzardo è un piacevole passatempo occasionale. È necessario, dunque, distinguere il gioco d’azzardo patologico dal gioco come forma di attività sociale e ludica.

Il GIOCATORE SOCIALE, utilizza il gioco per divertirsi e spesso lo fa in compagnia. 
Pur sperando nella vincita, è motivato da un semplice desiderio di divertimento. Generalmente non spende più denaro di quanto non si possa permettere ed è in grado di smettere di giocare quando lo desidera, riconosce nel gioco una potenziale fonte di danno economico.
Il giocatore sociale intuisce e non oltrepassa il labile confine tra innocua distensione e morboso accanimento.
Il processo che conduce il giocatore sociale a diventare giocatore problematico e successivamente dipendente appare subdolo e lento.

Il GIOCATORE PROBLEMATICO (O ECCESSIVO) non ha il pieno controllo 
sul gioco e le conseguenze che derivano da quest’ultimo, come ad esempio i debiti, iniziano a invadere la sua vita, ripercuotendosi sul benessere personale, familiare, lavorativo e sociale.
Il gioco diventa compulsivo quando il giocatore non riesce a controllare il desiderio di giocare, a prescindere dalle conseguenze di questo comportamento.


Il GIOCATORE PATOLOGICO è colui per il quale il gioco d’azzardo rappresenta una dipendenza. Il bisogno di giocare è sempre più forte. 
Solitamente il giocatore non riesce a separarsi dal gioco se non per brevi periodi di tempo. Prova irrequietezza e irritabilità quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo (astinenza). La frequenza di gioco è elevata anche per l’illusione che il giocatore nutre di rifarsi delle precedenti perdite (rincorsa alla perdita). L’elevato livello di eccitazione raggiunto lo spinge a trascorrere sempre più tempo al gioco, trascurando ciò che lo riguarda, lo circonda. Il giocatore patologico avverte il bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione ed euforia desiderato (fenomeno della tolleranza). Perde di conseguenza la reale percezione del valore del denaro. Il giocatore patologico stabilisce col gioco un rapporto esclusivo e altamente coinvolgente. Torna a giocare dopo aver perso nel tentativo di recuperare le perdite. Spesso gioca d’azzardo per alleviare sentimenti negativi come colpa, ansia, depressione. Mente ai membri della famiglia o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nell’azzardo. Spesso vi è una compromissione delle relazioni familiari ed amicali e talvolta la persona compie azioni illegali per recuperare denaro. In alcuni casi si toglie la vita.         
         
                                            Dott.ssa Rita Manzo

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