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SALVE, SONO LA DOTT.SSA RITA MANZO, PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SISTEMICO-RELAZIONALE. RICEVO TUTTI I GIORNI PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO AL NUMERO 3333072104. LO STUDIO SI TROVA A CALVI RISORTA (CE), IN VIA GUGLIELMO MARCONI N.30. SI HA LA POSSIBILITA' DI USUFRUIRE DELLA TERAPIA PSICOLOGICA ANCHE IN MODALITA' ONLINE. SERVIZI OFFERTI: PSICOTERAPIA INDIVIDUALE, DI COPPIA E FAMILIARE, CONSULENZA E SOSTEGNO PSICOLOGICO.
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lunedì 2 gennaio 2023

5 CONSIGLI PER SUPERARE LA PAURA DI MORIRE


La paura della morte è una delle preoccupazioni più comuni che affligge gli esseri umani. In alcune circostanze questa paura può essere del tutto normale e salutare, tuttavia in altri casi può diventare ingombrante e impedire alla persona di vivere pienamente, ed è proprio in questi casi che può generare ansia, tristezza, attacchi di panico o depressione. In questo articolo voglio  darti cinque consigli che potrebbero esserti d'aiuto per gestire la paura di morire:
1. Vivi pienamente la tua vita
La morte è una parte inevitabile della vita, accettare questa certezza non vuol dire fermarsi e attendere ogni giorno con timore che arrivi il momento, perché ciò vorrebbe dire che si é già morti, si, perché si muore quando non si vive più, quando ci si ferma! Dunque concentrati sul presente e vivi pienamente invece di preoccuparti per un futuro incerto. Fai un elenco delle cose importanti nella tua vita e trascorri il più tempo possibile a fare quelle cose!
2. Cambia la prospettiva dalla quale vedi la tua vita
La paura della morte spesso deriva dal timore di perdere tutto ciò che abbiamo e di non avere altre opportunità. Ma se ci concentriamo solo su noi stessi e su ciò che abbiamo, potremmo perdere di vista il quadro generale della vita! Le tue scelte e le tue azioni influenzano gli altri e il mondo intorno a te, dunque é fondamentale cercare di comprendere il tuo posto nel grande schema delle cose. Fai esperienze nuove, ti aiuteranno a vedere le cose da una prospettiva diversa!
3. Trova il senso della vita 
A volte la paura della morte deriva dal timore di non aver vissuto una vita significativa. Dare un senso alla propria vita può aiutare a ridurre questa paura. Si tratta di un un processo personale e unico per ognuno e può includere la ricerca di una carriera gratificante, di relazioni profonde e significative, di una passione o di un interesse al quale dedicarsi.
Rifletti sui tuoi valori e su ciò che è importante nella tua vita. Cerca di fare cose che ti danno un senso di soddisfazione e di realizzazione, come ad esempio fare volontariato o imparare una nuova abilità. 
4. Coltiva le relazioni 
Le relazioni umane sono una delle cose più preziose della nostra vita. Coltivare relazioni profonde e significative può aiutare a ridurre la paura della morte. Le relazioni umane ci danno un senso di appartenenza e di scopo. Quando abbiamo relazioni profonde e significative ci sentiamo connessi ad altre persone e abbiamo qualcuno a cui vale la pena dedicare il nostro tempo e le nostre energie. Le relazioni possono assumere diverse forme, come amicizie, relazioni di coppia o relazioni familiari. Qualunque sia la forma che assumono esse ci danno l'opportunità di condividere le nostre esperienze con gli altri, di imparare l'uno dall'altro e di dare e ricevere supporto. Coltivare le relazioni richiede impegno e dedizione, ma può essere molto gratificante. Trascorri del tempo con gli altri, ascolta e supporta i familiari, gli amici o il tuo partner, sii presente per gli altri nei momenti di bisogno e allo stesso tempo non temere di comunicare i tuoi bisogni e le tue aspettative. Quando coltiviamo le relazioni, ci sentiamo meno soli e siamo in grado di trovare conforto e supporto negli altri. 
5. Sperimenta la gratitudine
La gratitudine, ovvero l'attitudine di essere grati per ciò che si ha nella vita, è una potente medicina per curare la paura della morte. Impara a essere grato per tutte le cose belle e positive che hai. Concentrati su ciò che è positivo anziché rimuginare costantemente su ciò che ti manca. 
Ci sono diversi modi per sperimentare la gratitudine. Ad esempio, puoi fare un elenco delle cose per cui sei grato ogni giorno, oppure puoi scrivere una lettera di gratitudine a qualcuno a cui vuoi bene. Condividi le cose per cui sei grato con gli altri, i tuoi amici o la tua famiglia.
Sperimentare la gratitudine può essere difficile in alcuni momenti, soprattutto quando si è sotto stress o quando si sta attraversando un momento difficile. Ma anche in questi momenti, cercare le cose per cui essere grati può aiutarti a mantenere una prospettiva positiva e a sentirti meglio.

Ricorda che superare la paura della morte può essere un processo lento e difficile, ma con il tempo e l'impegno, sarai in grado di affrontare questa paura e vivere pienamente. Tuttavia se la tua paura di morire persiste e non riesci a superarla da solo può essere utile cercare l'aiuto di uno psicoterapeuta che possa aiutarti a identificare i modelli di pensiero e di comportamento che contribuiscono alla paura della morte e a sviluppare strategie per gestire e superare questa paura.


Se vuoi fissare un appuntamento puoi contattarmi al numero 3333072104
Hai la possibilità di usufruire dell'incontro anche in modalità online.
Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Calvi Risorta (CE)


lunedì 30 luglio 2012

LA NASCITA DEL PRIMO FIGLIO: EFFETTI POSITIVI E NEGATIVI SULLA COPPIA

In seguito alla nascita del primo figlio la coppia si trasforma diventa famiglia e acquisisce un nuovo legame, quello genitoriale, che durerà per sempre: si può smettere di essere coppia ma si sarà madre e padre del proprio bambino per sempre. E’ importante in questa fase della vita che i partners creino dei confini chiari tra quella che è la relazione di coppia e quella che sarà la relazione genitoriale, così che ciascun sottosistema emozionale abbia un suo spazio. 
L'arrivo di un bambino crea molto spesso scompiglio nella coppia, anche se è stato cercato e desiderato. Il bambino calamita le attenzioni e le energie di entrambi, nessuno è escluso. 
Gli effetti che la nascita di un figlio ha sulla coppia possono essere sia positivi che negativi. I neogenitori possono sentire accrescere il senso di competenza e di fiducia reciproca, e sentirsi uniti da un compito comune che aumenta la coesione familiare e la stima nel proprio ruolo. C’è da dire però che le ingenti cure che il bambino richiede, potrebbero aumentare le tensioni e i motivi di conflitto tra marito e moglie. 
Nelle primissime settimane dopo la nascita, la novità e la vicinanza di parenti e amici, rendono meno pesanti i compiti di cura e le responsabilità nei confronti del bambino. 
Dopo i primi 3 mesi, invece, diminuiscono la soddisfazione coniugale, il tempo che i due partner passano insieme in attività piacevoli, il sentimento di “amore”, cioè subiscono un declino gli aspetti “romantici” della relazione. Le donne, in particolare, manifestano maggiori livelli d’insoddisfazione e denunciano la difficoltà di trovare un po’ di tempo per sé, l’aumento di tensioni coniugali, la stanchezza. Per far fronte ai cambiamenti che comporta la nascita di un bambino, ciascuno dei due coniugi deve ridefinire i propri spazi e le proprie funzioni in modo da crearne altri per il neonato, deve ridimensionare la propria vita personale e sociale in funzione degli orari e delle esigenze del bambino, adattare a lui i propri ritmi di vita, organizzare una divisione del ménage domestico, organizzare il tempo libero e i rapporti sociali, e ridefinire l’impegno lavorativo. Tutto ciò ha esito positivo soltanto se ciascun membro della coppia ha stabilito con il partner una relazione fondata sull’intimità e sull’empatia ed ha raggiunto un buon grado di differenziazione e svincolo dalle proprie famiglie di origine. 
Una buona relazione tra i genitori è molto importante per l’educazione e la socializzazione dei figli e per il loro sviluppo emotivo. I genitori dovrebbero essere in grado di fornire al bambino fin dalla nascita, quell’affetto e quelle cure che lo renderanno sicuro nelle relazioni future e nell’esplorazione dell’ambiente e faciliteranno lo sviluppo di un’immagine di sé degna di amore e attenzione. I genitori devono imparare ad essere per il bambino una guida e allo stesso tempo una base sicura a cui ricorrere nei momenti di difficoltà. Nella costruzione della relazione genitoriale ciascuno dei due genitori si deve confrontare con la propria storia passata, con il suo essere stato figlio e con il tipo di attaccamento e relazione che ha stabilito a sua volta con i propri genitori. Un genitore che da bambino ha potuto contare su legami di attaccamento stabili e sicuri sarà in grado più facilmente di riportare queste stesse modalità relazionali con i figli, al contrario di quello che avendo vissuto relazioni evitanti sarà meno predisposto ad esprimere le proprie emozioni e a entrare in contatto con i bisogni affettivo-emotivi del figlio.

In seguito alla nascita del proprio figlio la coppia deve trovare nuovi modi di comunicare e gestire i conflitti, acquisire strumenti e risorse per un adeguato rapporto col partner: pazienza, ascolto, comprensione e comunicazione. Ciò non è semplice, e in questo non aiutano la stanchezza e la tensione. E’ bene però darsi del tempo, non pretendere da sè stessi e dal partner l'impossibile. 
Ci può essere la possibilità di stare nel cambiamento, di sbagliare, senza giudizi e recriminazioni. L'importante è discutere in modo costruttivo trovando così nuove opportunità di compromesso. Non recriminare ma chiedere. Non esigere ma domandare. Non pretendere ma comunicare. Pian piano troverete un nuovo equilibrio e riemergerete dal caos, più forti ed emotivamente arricchiti. In questo possono dare un valido aiuto i nonni. Il compito della generazione più anziana è quello di riconoscere e sostenere, anche se con le opportune distanze, i propri figli nel loro ruolo di genitori e partecipare alla vita dei nipoti assumendo la nuova identità di nonni, senza invadere il campo e sostituirsi ai neogenitori, diventando così una valida risorsa nel facilitare ai propri figli l’assunzione del ruolo genitoriale e nell’aiutarli a prendersi cura del nipote nei momenti di bisogno.
Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta
Calvi Risorta (CASERTA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Napoli (NA)
Per info. e contatti: 3333072104

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