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SALVE, SONO LA DOTT.SSA RITA MANZO, PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SISTEMICO-RELAZIONALE. RICEVO TUTTI I GIORNI PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO AL NUMERO 3333072104. LO STUDIO SI TROVA A CALVI RISORTA (CE), IN VIA GUGLIELMO MARCONI N.30. SI HA LA POSSIBILITA' DI USUFRUIRE DELLA TERAPIA PSICOLOGICA ANCHE IN MODALITA' ONLINE. SERVIZI OFFERTI: PSICOTERAPIA INDIVIDUALE, DI COPPIA E FAMILIARE, CONSULENZA E SOSTEGNO PSICOLOGICO.
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giovedì 6 ottobre 2016

SE IL PARTNER SVOLGE UN LAVORO PERICOLOSO

Ci sono persone che affrontano il rischio tutti i giorni, per lavoro. Ma come vivono i  loro partner? Sono stata intervistata sull'argomento dalla giornalista Barbara Gabbrielli per il settimanale "Starbene" n°42 del 10/10/2016 e propongo qui l'articolo dal titolo "Se il pericolo è il suo mestiere".







Un lavoro pericoloso è quello che mette in pericolo la sicurezza o la vita di una persona. In questa categoria ci sono vigili del fuoco, agenti di polizia, tecnici dell'alta tensione, inviati di guerra... Vivere la vita accanto ad un uomo che svolge un lavoro pericoloso è destabilizzante perché ci si ritrova quotidianamente a fare i conti con la paura di perdere tutto da un momento all’altro, le certezze, il futuro, i progetti, l’unità familiare, il proprio compagno di vita, la salute... tutto viene messo in discussione. L’ansia diviene una costante della vita e può manifestarsi con disturbi del sonno e dell’appetito, difficoltà di concentrazione, irritabilità, inquietudine, ritiro sociale ma anche con sintomi somatici quali tachicardia, palpitazioni, sudorazione marcata, nausea, sbalzi di temperatura, senso di vertigine o di sbandamento, ecc. ... 
Questo stato di preoccupazione penetra nella coscienza e si accentua in determinate situazioni: ad esempio se non si può o non si riesce a raggiungere telefonicamente il proprio compagno a lavoro, o quando non sono chiari i rischi ai quali il proprio compagno è sottoposto, oppure quando gli viene affidata una nuova mansione della quale non si sa nulla, quando per motivi lavorativi sarà lontano da casa per un lungo periodo, o ancora quando si parla di storie traumatiche tra amici o in tv. 
In una coppia che vive quotidianamente elevati livelli di stress sono molti gli atteggiamenti che possono mettere a repentaglio la stabilità del rapporto. Il primo da evitare è quello di chiusura: quando nella coppia, per scongiurare il litigio e le incomprensioni, non si condividono emozioni, ansie, passioni, desideri, ci si ritrova a non riconoscere più l’altro e a vivere nel tempo come perfetti estranei, alimentando così il senso di solitudine. Il saper comunicare è un elemento fondamentale che sta alla base di una sana relazione. La coppia che non comunica o che lo fa in maniera inappropriata alimenta i conflitti e le incomprensioni e ne rende sempre più difficile la risoluzione. Gestire le preoccupazioni in maniera sbagliata, cioè permettendo alle emozioni negative (rabbia, paura, frustrazione, angoscia...) di prendere il sopravvento, col tempo logora il rapporto di coppia.  Altro aspetto è la non accettazione del lavoro del partner che può portare a litigi insani e frequenti, fatti di continue recriminazioni e accuse, in particolare quella di essere egoista e non pensare sufficientemente alla serenità familiare. Talvolta le insicurezze e le pressioni da parte della donna sono tali da spingere l’uomo a cambiare lavoro, sottolineando così una mancanza di stima e accettazione dei bisogni del marito. Una carriera è per la vita e, costringere una persona a fare un lavoro che non la rende felice, solo per placare angosce, paure e frustrazioni personali, influisce negativamente anche sul benessere e la stabilità della coppia. 
Come comportarsi con i bambini?
I bambini molto piccoli (età prescolare e primi anni età scolare), pur facendosi un’idea di quanto pericoloso sia il lavoro del proprio genitore, non comprendono chiaramente il tipo di pericolo che egli deve affrontare. Tuttavia se non li si aiuta a capire, essi potrebbero dare spazio alle loro fantasie e credere che qualcosa di ancora più pericoloso potrebbe accadere. Il primo passo è scoprire cosa pensa il piccolo del lavoro del papà e quali sono le sue preoccupazioni in merito. E’ importante incoraggiare i bambini ad esprimere le loro emozioni, ad esternare il loro stato d’animo anche chiedendo apertamente come si sentono. Bisogna dimostrargli che si è pronti ad ascoltare tutto ciò che hanno da dire, senza pensare di dover necessariamente fornire risposte o soluzioni, o spiegare tutto nei dettagli. Se il caso lo richiede rispondere alle loro domande onestamente, utilizzando parole che possano capire. E’ possibile aiutarli dicendo loro cosa si sa della situazione. Si può rassicurare il bambino ricordandogli che il papà è addestrato per stare attento e farà tutto il possibile per rimanere al sicuro e anche se il lavoro del papà è rischioso vale sempre la pena inseguire i propri sogni. Alcuni bambini, soprattutto i più piccoli, trovano più facile parlare mentre stanno giocando con i giocattoli oppure esprimere ciò che sentono attraverso il disegno e il gioco. E’ importante che essi sappiano che possono condividere tutti i loro sentimenti circa il lavoro pericoloso dei genitori. Va sottolineato che i bambini, anche quelli più piccoli, sono in grado di percepire le preoccupazioni e le paure dei genitori, quindi è necessario essere onesti con loro, con parole che possano comprendere, come ci si sente e come si sta cercando di affrontare in positivo le proprie emozioni, elencando le cose che vi stanno dando conforto.
E’ utile mettere in atto delle strategie per vivere serenamente accanto ad un uomo che svolge un lavoro pericoloso. Pertanto è necessario:
-Sviluppare tecniche di gestione dello stress: ovvero, praticare tutte quelle attività che permettono di scaricare lo stress, ad esempio fare jogging, scrivere un diario che racchiuda emozioni, ansie e preoccupazioni legate alla quotidianità,  parlare con gli amici, fare un bagno rilassante, praticare lo yoga e la meditazione... 
-Passare del tempo di qualità con il proprio compagno quando si è insieme. Assicurarsi che i giorni di riposo siano divertenti e rilassanti. Si potrebbe programmare di andare insieme a cena fuori, fare un massaggio di coppia, un percorso in una spa, oppure andare a vedere un film. L’obiettivo è quello di liberarsi dallo stress da lavoro il più possibile, di fortificare il legame di coppia creando complicità, migliorando così anche la qualità della vita familiare.
-Conoscere il lavoro del proprio compagno in maniera approfondita per non allarmarsi anche quando non ce n’è bisogno. Ad esempio ci si potrebbe informare sui dispositivi di protezione individuale, armi, strumenti, attrezzature a sua disposizione che gli garantiscono di svolgere il lavoro in estrema sicurezza.
-Ascoltare i bisogni dell’altro e utilizzare uno stile di comunicazione sano. Alla base di una relazione sana c’è sempre una buona capacità di comunicare. E’ importante comprendersi per evitare fraintendimenti, essere empatici, ovvero mettersi nei panni dell’altro, eliminando giudizi gratuiti. Evitare battaglie inutili quando si è insieme.
-Crearsi una rete sociale con cui poter parlare ed esprimere i propri sentimenti, ad esempio ci si potrebbe iscrivere ad una delle associazioni presenti sul territorio, oppure trovare su internet dei forum di persone che condividono le stesse problematiche.
-Cercare un aiuto professionale quando i livelli di ansia diventano ingestibili o quando si avverte che il rapporto si sta logorando. Per una coppia non è semplice affrontare in maniera costruttiva i problemi che l’affliggono in quanto spesso ci si lascia travolgere dal malessere e non si riesce ad uscirne. In questi casi uno psicoterapeuta familiare può aiutare le coppie a migliorare la comunicazione e l’ascolto e a trovare dei modi sani per andare oltre il conflitto.
Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico Relazionale
Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE), Napoli (NA)
per info. 3333072104

lunedì 5 settembre 2016

LA TUA COPPIA È IN CRISI? SCOPRI QUALI SONO I SEGNALI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Un rapporto di coppia quasi mai si spegne da un giorno all’altro. Ci sono nel tempo dei segnali che preannunciano l’imminente crisi. Riconoscere prontamente tali segnali permette di intervenire prima che la coppia si perda. Individuarli non è difficile; vediamo insieme quali sono i sintomi più comuni che indicano che la coppia è in crisi:

1 LITIGARE DI FREQUENTE O NON LITIGARE AFFATTO: i litigi “sani”, ovvero quelli in cui si utilizza una comunicazione funzionale alla risoluzione del problema, sono dei momenti essenziali, oserei dire vitali, per il  benessere della coppia perché consentono, attraverso l’evoluzione che ne consegue, un costante equilibrio tra i partner.
I litigi “insani”, invece, non sono funzionali al benessere della coppia in quanto sono caratterizzati da una comunicazione disfunzionale ricca di continui insulti e accuse, critiche sprezzanti anche per piccoli problemi quotidiani, mancanza di rispetto sempre più marcata, mancato riconoscimento o assunzione di responsabilità circa i propri errori. Quando i litigi diventano ridondanti, ovvero si ripetono apparentemente per le stesse cause senza trovare un punto d’incontro, diventano asfissianti e tale forma di comunicazione patologica impedisce l’evoluzione del rapporto. In questo caso potrebbe essere utile l’assistenza di un terapeuta familiare, per aiutare a trovare soluzioni ai problemi che non sembrano andare via. Anche il lasciar correre, il far finta che vada tutto bene per evitare il conflitto, col tempo oltre ad acuire il risentimento impoverisce il rapporto e può generare una frattura.

2 CERCARE DI CAMBIARE L’ALTRO: un altro sintomo che indica una crisi imminente è cercare costantemente di cambiare il proprio partner sia nei pensieri che nel comportamento.
La coppia è in continuo cambiamento. All’inizio del rapporto tutti mostriamo il meglio di noi, inoltre l’innamoramento ci rende ciechi, ci spinge a vedere solo gli aspetti positivi dell’altra persona (gentilezza, bellezza, fascino, status sociale, sicurezza di sé ecc…)  mentre gli altri passano in secondo piano. Successivamente, spenta l’infatuazione iniziale, emergono tutti gli aspetti del partner che non piacciono e che si desidera cambiare! Come dice un famoso detto popolare: prima i confetti e poi i difetti! Il desiderio di cambiare alcuni aspetti del partner, seppur con un intento di migliorarlo, sottolinea il fatto di non accettarlo così com’è e quindi di non stimarlo. Tutto ciò mette a repentaglio la stabilità del rapporto.

3 PASSARE POCO TEMPO INSIEME: è importante all’interno della coppia  mantenere i propri spazi, ma quando si cerca di evadere dal rapporto impegnandosi in attività solitarie o nel proprio lavoro per la maggior parte del tempo libero invece di passare del tempo di qualità con il proprio partner, allora bisogna fermarsi a riflettere!
Talvolta, pur passando ore e ore insieme sotto lo stesso tetto, si esperisce un senso di solitudine perché non c’è condivisione tra i partner, i quali, piuttosto che impegnarsi in conversazioni significative sui propri pensieri e sentimenti, o in attività piacevoli da condividere durante la giornata come passeggiate, sport, intimità, ecc. ... ci si dedica all’esecuzione di commissioni di routine, alle faccende domestiche, a guardare programmi in TV per ore o comunque a tutte quelle attività che alimentano i silenzi,  talvolta per la paura di rispolverare questioni sepolte o per evitare di parlare di come vanno le cose nel rapporto. Si finisce così per vivere con un estraneo di cui non si conosce più nulla! Un rapporto ha bisogno di essere alimentato ogni giorno! Quando non si sente il desiderio di stare nella coppia, di viverla, il rapporto è in crisi.

4 DIMINUZIONE DEL DESIDERIO SESSUALE: Una buona intesa sessuale è il collante che tiene unita la coppia e la rende viva, complice, passionale, coinvolta, sana e capace di condividere.
E’ un’attività divertente che rende speciale il legame. Se ci sono degli attriti all’interno del rapporto il primo aspetto a farne le spese è proprio il desiderio sessuale. Questo perché riesce sicuramente difficile condividere l’intimità con una persona con cui si vive una situazione di tensione, di freddezza emotiva, di mancata condivisione della quotidianità. Come anzidetto, se giorno dopo giorno si condividono sempre meno aspetti della quotidianità con il proprio partner, ci si ritrova a convivere con un estraneo. La mancanza di sessualità all’interno di un rapporto di coppia è un segnale inequivocabile che nella coppia c’è qualcosa che non va e tale aspetto va sicuramente indagato.

5 TRADIMENTO DEL PARTNER: Il tradimento è uno degli eventi più dolorosi che possano essere vissuti in una relazione. Esso viene spesso erroneamente  considerato come una delle principali cause scatenanti la crisi di coppia, ovvero il punto di partenza da cui nasce una crisi. Ciò non è corretto! Il tradimento nasce quando i partner vivono già delle problematiche, talvolta personali non elaborate in precedenza, oppure di coppia come difficoltà di comunicazione, segni di stanchezza, appiattimento, calo del desiderio sessuale, scarsa condivisione, instabilità, perdita di fiducia, rancore; pertanto il tradimento più che una causa può essere considerato un segnale che la coppia è già in crisi.
La domanda che mi viene fatta più frequentemente dai clienti che hanno subito un tradimento è: “PERCHE’?”, perché si tradisce? Non vi è una risposta univoca a tale domanda. Sono molti i motivi che spingono all’infedeltà. Nella maggior parte dei casi si tradisce perché il rapporto di coppia non assolve più al soddisfacimento dei propri bisogni personali (ad es. il bisogno di essere stimati e amati, il bisogno di ricevere attenzioni, di essere “visti” ecc. ...); quando ciò accade è facile cercare sostegno altrove. Già guardarsi intorno con il desiderio di evadere dal rapporto di coppia può essere considerato un campanello d’allarme. La mancata condivisione tra i partner alimenta un senso di solitudine che costituisce un terreno fertile per l’infedeltà; infatti, a differenza di quanto si pensi, la maggior parte dei tradimenti in coppie stabili non nascono allo scopo di soddisfare i propri impulsi sessuali, ma da un desiderio di amicizia, un bisogno di essere apprezzati e compresi. L’infedeltà di coppia, seppur vissuta dai partner con sentimenti molto forti quali rabbia, delusione, tristezza, angoscia, disperazione, non va letto esclusivamente in chiave negativa; infatti una terapia di coppia può aiutare i partner a ricostruire un dialogo costruttivo tra loro, a individuare e farsi carico delle reciproche colpe, gestire in chiave positiva le emozioni negative, esprimere i propri bisogni e cogliere quelli dell’altro per ricucire il rapporto e ritrovare la complicità.


Se ti sei imbattuto in questo post e hai riscontrato questi segnali nel rapporto con il tuo partner, anche la tua coppia molto probabilmente è in crisi. Se state vivendo un brutto periodo che non riuscite a superare e avvertite che vi state allontanando sempre di più e che qualsiasi tentativo di recuperare il rapporto è inutile se non addirittura dannoso, non perdete tempo prezioso, chiedete aiuto ad uno psicoterapeuta esperto nelle dinamiche di coppia prima che sia troppo tardi.  Se il tuo partner non vuole intraprendere una terapia o avete già deciso di interrompere la relazione può esserti utile anche una terapia individuale come processo di crescita personale che ti aiuterà a capire gli errori commessi per evitare di ripeterli in una relazione futura.

Se hai bisogno di un consulto puoi contattarmi al numero 3333072104

Dott.ssa Rita Manzo

Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale

Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE), Napoli (NA)


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